sabato 28 dicembre 2013

DONNA ANIMA



Se solo, tutte le donne fossero coscienti dell'enorme potere che hanno. Se il loro sangue sacro non fosse nei calici delle corrotte chiese. Se si svegliassero da questo sonno antico, e si rendessero conto di essere sempre più schiave della loro immagine esteriore, di essere soggiogate da millenni, affinchè nulla di buono possa mai nascere qui, nel tentativo di rendere immortale il corpo anzichè l'anima. Se capissero che nulla si crea senza quello Spirito femminino che evoca uno Spirito ancora più grande, da sempre, schiavo di un falso re; forse basterebbe una sola generazione per ribaltare tutto.

Loro sono le porte d'accesso, sono loro ad avere il mondo tra le mani e non certo gli uomini. Sono le testimonianze incarnate del perpetuo, della creazione. Quelle donne e madri, senza le quali, ogni anima rimarrebbe in eterno rinchiusa nell'etere, nell'immobile spazio senza tempo. Potrebbero impedire al nulla... al morente, di moltiplicarsi. Spezzerebbero quelle enormi catene che tengono l'anima incastrata alla fredda roccia, al sangue versato per un dio che non è dell'anima ma degli uomini schiavi; delle anime dannate, dormienti... cieche.


Precisazioni

Il significato più profondo che ho attribuito a questo concetto è che uno specifico "archetipo" maschile inferiore usa l'archetipo femminino animico per portare avanti una determinata prole. Questa determinata prole si attiene ad una figura che porta con sè aspetti... definiamoli "inferiori" a scapito un archetipo maschile che possiamo associare a Dio, ma non parliamo di un falso Dio, di uno strumento di controllo ma bensì dello "Spirito Fonte" o Coscienza Superiore, da cui tutto è stato generato e che rappresenta anche il livello più alto della coscienza. Per concludere, se fosse lui ad "ingravidare" il femmino, (non mi riferisco alle donne ma all'anima nella sua forma "neutrale" e passiva) da questo archetipo più elevato e che possiede in realtà tutta la scala archetipale, il mondo si riempirebbe di "Cristi" e le anime si evolverebbero ad una velocità inaudita, forse, pari a quella della luce o giù di lì, scatterebbe l'Hermes e sarebbe il "via alle danze" per il nuovo "Re", questo "Re ricevitore" rappresenta l'incanalazione divino-creativa dell'intelletto più vasto e alto della coscienza che attraverso il femminino sacro, mette al mondo un uomo nuovo, questo uomo nuovo è riconducibile alla figura messianica. Quindi il senso è che in tutto questo disegno, la donna ricopre un ruolo fondamentale e che questo archetipo maschile inferiore sta "approfittando" delle debolezze "umane" nello specifico, della donna, per implementare i suoi piani e garantire alla sua stirpe inferiore, continuità e la possibilità di dominare tutte le anime, fornendo loro, cibo e reincarnazioni, ed è qui che l'anima diventa uno strumento, a cui viene sottratta la parte migliore che è la radice archetipale del "Dio" superiore... ma allo stesso tempo tutto questo è anche soggettivo e interiore e persino paradossale e fa parte di un disegno che vede tutti questi aspetti provenire dalla stessa fonte e che per tale ragione, la coscienza, l'intelletto più alto ha attivato questo "gioco" ma starà all'anima che è comunque una parte di questo Dio superiore, concludere i giochi, concedendo l'entrata della Giustizia, in forma archetipale e superiore, nel mondo. 


Gabriele Sortino


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